F.A.Q.:

Generale

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Si può verniciare un manufatto zincato?

  • Zincatura+Verniciatura=DuplexZincatura+Verniciatura=Duplex
Certamente! La tecnica di zincatura a caldo + verniciatura è detta in termine tecnico "DUPLEX". In tal modo la durata del manufatto aumenta di molto!
Essa non richiede cure particolarmente diverse da una verniciatura normale e può essere effettuata con quasi tutte le tecniche odierne. Particolare attenzione richiede la pulitura del pezzo e la scelta delle vernici.

La prima (pulitura) va effettuata qualora il pezzo zincato abbia già cominciato la fase di ossidazione superficiale: la leggera patina chiara che ricopre lo strato di zinco potrebbe impedire l’adesione della vernice. Si può procedere con una pulitura meccanica (con carta abrasiva molto fine senza insistere) o chimica (con il lavaggio con un acido molto blando e successivo risciacquo).
Infine bisogna essere certi che il pezzo sia asciutto al momento della verniciatura, altrimenti sacche di umidità intrappolate sotto alla vernice provocherebbero la rapida ossidazione dello zinco che, con considerevole aumento del volume, solleverebbe lo strato appena deposto.

Per quanto riguarda le vernici, esistono normalmente in commercio primer, vernici e smalti appositamente studiati per superfici zincate: seguite le indicazioni del fabbricante.
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E’ possibile utilizzare la zincatura a caldo nel settore automotive?

Il Gruppo Bisol inoltre fornisce da decenni primari costruttori di componentistica per autocarri (scalette, pedane, supporti motore, staffe varie, accessori), mezzi agricoli e mezzi d’opera. La Zardini srl vanta ormai da diversi anni tra i propri clienti BMW (auto), Smitz-Cargobull (rimorchi industriali) e altri primari costruttori del settore.
La zincatura a caldo è utilizzata soprattutto per pezzi sottoposti a uso intensivo (chiusure, scalini) ove l’usura esporrebbe il metallo alla corrosione. Nel caso BMW si tratta di una piastra alto resistenziale di rinforzo del tunnel centrale che, essendo nel sotto scocca, è continuamente esposta all’effetto corrosivo.
Viste le ristrette tolleranze tipiche del settore automotive generalmente il materiale deve subire lavorazioni accessorie come calibratura di fori, filettature, pulizia delle superfici da eventuali asperità (grumi, gocce) tipiche della zincatura a caldo. Nei molti anni di esperienza Bisol spa e Zardini srl hanno sviluppato una professionalità e attrezzatura specifica per queste esigenze.
Zardini srl in particolar modo opera con una composizione di bagno di zincatura a basso contenuto di piombo che rende il rivestimento conforme alle specifiche della direttiva automotive EC/2000/53.
Pezzi di forme particolari possono essere zincati a caldo in centrifuga negli impianti sopra menzionati. Il materiale successivamente alla zincatura e rifinitura può naturalmente esser sottoposto a ulteriore trattamento come verniciatura in cataforesi, a polveri o simile.

Resta inteso che la fattibilità della zincatura deve esser verificata preliminarmente sia per le forme (necessita di punti aggancio, sfiato e scolo) che per i materiali (composizione dell’acciaio/ghisa, spessori), tenendo conto degli spessori di zinco che andranno a formarsi (solitamente da 30 a 100 micron) ed eventuale deformazione termica che potrebbe subire il pezzo (la zincatura a caldo avviene a 450-470°C).

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Impianto idrico sanitario di edificio per abitazione civile. Rete con tubi in acciaio zincato e rame. Dopo cinque anni, punti di ossidazione (corrosione a pustole) con formazione di fori. Motivo: coppia Acciao zincato-Rame Pila Galvanica. Possibile che questo generi la corrosione così veloce?

La connessione elettrica tra metalli con potenziale elettrochimico diverso (es. zinco e rame) genera corrosione galvanica (il cosiddetto "effetto pila") in presenza di un elettrolita che trasporti le cariche: in questo caso l’acqua.


Un altro tipo di corrosione che di frequente si incontra in questo genere di installazioni è un fenomeno detto "stress corrosion": l’uso di tubi di rame di scarsa qualità non ricotti accelera il processo di corrosione nelle zone con tensioni di lavorazione residue. In ogni caso, se la corrosione fosse dovuta al collegamento con tubi zincati avverrebbe vicino alla giunzione dei due; se ci fosse la necessità di collegare acciaio zincato con altri metalli (rame, alluminio, ottone) è consigliabile separare elettricamente le parti con fogli o boccole di materiale isolante (plastica, ceramica) facendo attenzione che eventuali rivetti, chiodi o viti metalliche non creino continuità elettrica.
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Il materiale zincato deve essere consegnato al cliente privo di macchie di ossido (polvere bianca), cosa utilizzare per eliminarle senza carteggiare la superficie?

La polvere bianca citata è la cosiddetta ruggine bianca che si manifesta se il materiale appena zincato (o carteggiato) viene stoccato in ambienti umidi e poco aerati (oppure rivestiti con cartone o pellicole aderenti): si formano così ossidi e carbonati in quantità eccessiva. La protezione dalla corrosione è comunque assicurata, ma se l’aspetto estetico ne risente si può tentare di disciogliere tali prodotti di corrosione con un acido debole. Può provare con una soluzione diluita di acido citrico (succo di limone ad esempio), ma bisogna considerare che il colore della superficie trattata sarà diverso dalla zona circostante (tendenzialmente più scuro). Bisogna considerare oltretutto che tolto il "bianco" rimarrà nella zona una superficie un po’ più ruvida dei dintorni dovuta alla rugosità derivante dalla corrosione. Esistono altri metodi che usano prodotti lucidanti, ma sono più difficili e costosi. Consigliamo comunque di fare una prova in un punto non in vista in modo da valutare l’entità della differenza di colorazione, ricordando comunque che le macchie di ruggine bianca tendono a sparire con il tempo qualora il manufatto sia esposto agli agenti atmosferici (pioggia, sole...)
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Ho del tondo 12 mm zincato, sulla superficie lungo una direttrice, ci sono come una spece di puntini in rilievo

E’ un difetto dovuto all’inclusione di scorie (matte) che gli inglesi chiamano "dross protrusions". Premettendo che tale difetto non pregiudica la qualità protettiva del rivestimento bisogna dire che è un difetto che tuttoggi è oggetto di profondi studi per la sua soluzione.

Si tratta di particelle alto fondenti (per lo più ferro) inglobate nello zinco che, rimanendo in sospensione nel bagno, si "appiccicano" allo strato protettivo. La loro esistenza, dimensione e distribuzione dipende da molti fattori (temperatura, composizione del bagno e dell’acciaio, pulizia del fondo vasca, ...) e le loro correlazioni non sono state ancora del tutto chiarite.

Il difetto si può manifestare in tutti i tipi di manufatto e se crea problemi estetici o di sicurezza (ad es. sui corrimani) può essere rimosso tramite carteggiatura o limatura lieve delle sole sporgenze senza compromettere la durata del rivestimento.
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Di quanto può aumentare il peso di un oggetto dopo la zincatura?

Questo è un dato importante da tenere in considerazione in fase di progettazione. Tuttavia è difficile dare dei valori precisi: si può però far riferimento allo spessore del rivestimento richiesto, dopodiché si può sfruttare la relazione tra spessore del rivestimento e peso al metro quadro di superficie del manufatto.

Attenzione: nel caso di manufatti cavi (ad es. i tubi) si deve considerare anche tutta la superficie interna. Se non vengono predisposti i necessari fori di scarico nei manufatti cavi vi potrebbero essere depositi di zinco, che andrebbero ad aumentare sensibilmente il peso dei pezzi (vistate la sezione Consigli).
Per calcoli indicativi si possono usare le tabelle riportate nella sezione Processo.
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